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Dentro le parole della violenza di genere. Smontare definizioni che diventano prigioni e avviare processi di liberazione | Online | dal 9 dicembre 2026 al 17 marzo 2027

Dentro le parole della violenza di genere. Smontare definizioni che diventano prigioni e avviare processi di liberazione | Online | dal 9 dicembre 2026 al 17 marzo 2027

90,00€

Categorie: Bisogni individuali e sociali dello studente, Competenze genitoriali, Inclusione scolastica e sociale, Life skills Tag: violenza di genere
Iscriviti Entro
0 4 5
Giorni
2 3
Ore
0 5
Minuti
0 9
Secondi
  • Descrizione
  • Informazioni aggiuntive
  • Ambiti specifici e trasversali
  • Programma
  • Metodologia del corso e accreditamento
  • Formatrici e formatori

Descrizione

Il percorso di formazione “Dentro le parole della violenza di genere. Smontare definizioni che diventano prigioni e avviare processi di liberazione” offre un percorso di dodici incontri online, ciascuno dedicato a una parola, per aiutare insegnanti, educatrici ed educatori, assistenti sociali, operatrici e operatori dei servizi, catechisti e genitori a riconoscere e smontare la violenza che si annida nel linguaggio e nelle pratiche quotidiane.

Il corso nasce in un momento in cui lo spazio per l’educazione affettiva in classe si è ristretto, mentre la cronaca continua a registrare violenze contro le donne e tra i più giovani.

La violenza raramente arriva all’improvviso. Viene preceduta da parole che nominano, svalutano, possiedono, giustificano: l’insulto che insegna ai ragazzi che cosa deve essere un maschio, il titolo di giornale che parla di raptus, la gelosia raccontata come prova d’amore. Lavorare su queste parole significa intervenire prima.

Il linguaggio, d’altra parte, è l’ultimo sedimento di una cultura e di un immaginario che hanno definito, escluso, marginalizzato, ridotto al silenzio e sminuito. Per questo il corso risale alle radici culturali delle parole: per capire come smontare definizioni che diventano prigioni e come avviare processi di liberazione.

Il lavoro sul linguaggio appartiene a ogni disciplina. Ogni docente, dalla matematica alla storia dell’arte, usa parole, sceglie esempi, corregge, valuta. Per questo il corso si rivolge a tutte e a tutti e offre strumenti utilizzabili dentro la normale attività didattica, come parte dell’educazione linguistica e dell’educazione civica.

I contenuti attingono alla ricerca di formatrici e formatori che da anni studiano queste questioni e lavorano ogni giorno nella scuola e nei servizi, a contatto con studenti, docenti e famiglie.


La parte teorica degli incontri sarà registrata e le registrazioni saranno messe a disposizione degli iscritti nell’area utenti nelle successive 24/48 ore lavorative. Sarà possibile iscriversi fino al 7 dicembre 2026.


La quota di iscrizione pari a 90,00 euro è comprensiva di IVA (73,77€ + IVA 22%). In caso di iscrizione da parte di Comuni, ASL e altri enti pubblici di personale interno all’ente stesso, si elaborerà fattura esente art. 10 comma 20. In caso di iscrizione da parte di enti di personale non dipendente, si applicherà regime di split payment se l’ente in oggetto lo richiede.


L’iscrizione al corso di formazione è individuale: ogni partecipante deve registrarsi con un account personale. Non sono ammesse iscrizioni collettive tramite un unico account.

Informazioni aggiuntive

Destinatario

assistente sociale, dirigente scolastico, docente / ricercatore universitario, educatore / coordinatore asilo nido, educatore professionale, genitore, insegnante curriculare, operatore socio-assistenziale/socio-sanitario, pedagogista

Tipologia di corso

formazione in gruppo

Ambiti specifici e trasversali

  • Gestione della classe e problematiche relazionali
  • Inclusione scolastica e sociale
  • Dialogo interculturale e interreligioso
  • Metodologie e attività laboratoriali

Programma

Il corso ha una durata complessiva di 18 ore, suddiviso in 12 incontri da 90 minuti. La registrazione dei diversi incontri non prevedono la parte “pratica”. A seguire il programma della formazione:

  • 1° INCONTRO | Mercoledì 9 dicembre – 18:30-20:00

“Nome” con Valeria Mercandino

Le parole hanno una storia e, spesso senza che ce ne accorgiamo, rispecchiano rapporti di potere e trasmettono gerarchie: lo mostrano l’uso del «maschile universale» e le asimmetrie di valore tra maschile e femminile. Il linguaggio contribuisce a costruire aspettative, ruoli sociali e identità; stabilisce che cosa sia «normale» e traccia così un confine con chi resta escluso. Nominarsi può diventare una pratica di libertà: contestare le definizioni ricevute e trovare parole per esperienze che il linguaggio dominante ignora. Un affondo sul linguaggio abilista e sulle parole usate a scuola per parlare delle differenze estende la riflessione ad altre forme di esclusione.

Pratica: analisi della presenza di figure femminili nei libri di testo e dell’uso di maschile e femminile nei modelli di comunicazione scolastica; riscrittura secondo le linee guida istituzionali per un linguaggio rispettoso delle differenze.

 

  • 2° INCONTRO | Mercoledì 16 dicembre – 18:30-20:00

“Immagini” con Selene Zorzi

Maschile e femminile si apprendono attraverso la cultura che si respira: metafore, giochi, pubblicità, serie e canzoni trasmettono modelli molto prima di qualsiasi discorso esplicito. L’incontro risale all’immaginario religioso e culturale che ha plasmato la società e le norme del mondo occidentale: le immagini di Dio, quasi sempre maschili, e le interpretazioni dell’essere umano creato «a immagine di Dio» (Gen 1,27), che per secoli hanno attribuito all’uomo un primato e alla donna una somiglianza derivata. Credenti e non credenti abitano un orizzonte segnato da queste rappresentazioni simboliche, che passano nell’arte, nella letteratura, nel linguaggio comune. Saperle riconoscere significa anche poterle gestire in modo da non agirle in modo inconsapevole, perpetrando così stereotipi e marginalizzazioni.

Pratica: lettura di un’immagine (un’opera d’arte, un’illustrazione di un sussidiario) per far emergere i ruoli di genere che rappresenta; confronto tra cataloghi di giocattoli o spot rivolti a bambine e a bambini; analisi di canzoni e del linguaggio giovanile.

 

  • 3° INCONTRO | Mercoledì 13 gennaio – 18:30-20:00

“Corpo” con Cristina Simonelli

Il pensiero occidentale ha separato anima e corpo, ragione e passioni, e ha legato le donne al polo del corpo e dell’emotività; la modernità ha aggiunto l’idea del corpo come macchina. Il corpo delle donne è diventato così oggetto di politiche, sguardi, giudizi, appropriazioni. L’incontro mostra come queste narrazioni accompagnino vissuti e pratiche, e come possano produrre scissioni e abusi. Affronta poi il body shaming, l’oggettivazione nei media e le cosiddette droghe dello stupro, con indicazioni concrete per parlarne con ragazze e ragazzi e per intervenire quando un episodio emerge a scuola.

Pratica: elaborazione, insieme alla classe, di regole e strategie condivise di comportamento e di tutela in chat, in discoteca e nei locali.

 

  • 4° INCONTRO | Mercoledì 20 gennaio – 18:30-20:00

“Maschio” con Stefano Ciccone

Tra i ragazzi gli insulti più frequenti mettono in dubbio la virilità: «femminuccia», «comportati da uomo». Il maschile si impara per sottrazione, allontanando da sé tutto ciò che è associato al femminile. L’incontro presenta gli studi sulle maschilità e il concetto di maschilità tossica, mostra quanto questo modello costi anche agli uomini e propone percorsi per maschilità differenti.

Pratica: mappatura delle espressioni sul maschile che circolano in classe e sui social.

 

  • 5° INCONTRO | Mercoledì 27 gennaio – 18:30-20:00

“Straniera” con Marisa Iannucci

La costruzione dell’«altra»: appartenenza, confini e violenza simbolica. Esaminare come la figura della «straniera» venga costruita attraverso stereotipi di genere, processi di razzializzazione e discorsi sull’identità e sulla sicurezza. La lezione analizza i meccanismi culturali e linguistici che trasformano l’alterità in estraneità, producendo disuguaglianze, esclusione e violenza simbolica.

Pratica: lettura critica di immagini e rappresentazioni delle donne migranti nei media, nella comunicazione istituzionale e nei materiali educativi.

 

  • 6° INCONTRO | Mercoledì 3 febbraio – 18:30-20:00

“Consenso” con Natascia Maesi

Il consenso è libero, informato, specifico e sempre revocabile. Si costruisce nella relazione e si impara fin da piccoli, a partire dal rispetto dei confini del proprio corpo e di quello altrui. Dove manca, comincia la violenza: per questo è una delle parole più concrete del percorso. L’incontro affronta il consenso nelle relazioni affettive e sessuali, negli spazi digitali e nella vita quotidiana della classe, con indicazioni per proporre il tema con un linguaggio adatto alle diverse età.

Pratica: giochi di ruolo su situazioni quotidiane in cui chiedere, dare o negare il consenso.

 

  • 7° INCONTRO | Mercoledì 10 febbraio – 18:30-20:00

“Patriarcato” con Cristina Simonelli

Molti oggi rifiutano la parola «patriarcato», come se appartenesse al passato. Il patriarcato è un sistema costruito che si spaccia per naturale e normale, e che attribuisce agli uomini più valore, più diritti e più potere: una strategia di oppressione imparentata con la schiavitù, il razzismo e il colonialismo.

Il linguaggio ne porta i segni. Si fa fatica a declinare al femminile le cariche di responsabilità, «segretario» e «segretaria» hanno un peso diverso, i mestieri perdono prestigio quando diventano femminili. La violenza fa parte del sistema: per secoli il marito ha potuto «correggere» la moglie, e in Italia il delitto d’onore è stato abolito solo nel 1981.

Pratica: lettura dei dati sul divario di genere e ricerca dei suoi segni nella vita della scuola: chi prende la parola, chi dirige, a chi vanno certi incarichi.

 

  • 8° INCONTRO | Mercoledì 17 febbraio – 18:30-20:00

“Raptus” con Selene Zorzi

«Raptus», «delitto passionale», «gigante buono», «l’amava troppo»: le parole con cui la cronaca racconta i femminicidi orientano il giudizio di chi legge. Attenuano la responsabilità di chi agisce la violenza, chiamando in causa la passione o il destino, oppure spostano l’attenzione sulla vittima. L’incontro esamina il linguaggio dei media a partire dal Manifesto di Venezia per un’informazione rispettosa (2017). Considera anche il ruolo dei social nell’amplificare commenti colpevolizzanti e vittimizzazione secondaria, e le forme della cyberviolenza: diffusione non consensuale di immagini intime, sextortion, molestie online.

Pratica: riscrittura del titolo e dell’attacco di un articolo di cronaca secondo le indicazioni del Manifesto.

 

  • 9° INCONTRO | Mercoledì 24 febbraio – 18:30-20:00

“Norma / Trasgressione” con Stefano Ciccone

Le norme di genere sembrano naturali perché ci accompagnano da sempre, e agiscono anche quando nessuno le enuncia. L’incontro ne esamina il funzionamento e il doppio volto della trasgressione. Per i ragazzi infrangere le regole è spesso una prova di virilità (il rischio, la sfida, la prepotenza) che finisce per confermare la norma; per le ragazze la stessa trasgressione viene punita con lo stigma e con il giudizio sulla reputazione. Si cerca allora un’altra trasgressione: uscire dai copioni del maschile e del femminile e aprire spazi per relazioni più libere, a scuola e fuori.

Pratica: lettura di episodi scolastici (note disciplinari, giudizi sul comportamento) per vedere come la stessa condotta venga valutata diversamente in ragazze e ragazzi.

 

  • 10° INCONTRO | Mercoledì 3 marzo – 18:30-20:00

“Velo” con Marisa Iannucci

Il corpo delle donne tra simboli, potere e libertà

Decostruire l’immagine della «donna musulmana» come soggetto necessariamente oppresso, distinguendo prescrizioni religiose, pratiche culturali, costrizioni e scelte individuali. Attraverso una prospettiva storica e femminista, la lezione esplora i significati del velo e le narrazioni che trasformano il corpo femminile in terreno di controllo, conflitto e rappresentazione politica.

Pratica: lettura critica di immagini e rappresentazioni del velo nella comunicazione pubblica e nei media.

 

  • 11° INCONTRO | Mercoledì 10 marzo – 18:30-20:00

“Autocoscienza / Ascolto” con Valeria Mercandino

Il silenzio è stato a lungo la condizione delle donne e di chi subisce violenza; prendere parola comincia dall’ascolto della propria esperienza. L’incontro lavora sulla consapevolezza di sé, per riconoscere desideri, bisogni e limiti e metterli in relazione con i condizionamenti sociali e i modelli relazionali interiorizzati. I riferimenti sono le pratiche di autocoscienza del femminismo, anche afroamericano, la pedagogia critica, la storia orale e la scrittura riflessiva. Uno spazio specifico è dedicato all’ascolto di chi confida una violenza: che cosa dire, che cosa evitare, a chi rivolgersi (centri antiviolenza, numero 1522).

Pratica: esercizio di scrittura autobiografica guidata.

 

  • 12° INCONTRO | Mercoledì 17 marzo – 18:30-20:00

“Liberazione” con Natascia Maesi

Liberarsi non significa soltanto sottrarsi a ciò che opprime, ma riconoscere e trasformare le condizioni culturali, simboliche e relazionali che rendono possibile l’oppressione. I movimenti delle donne hanno mostrato che la libertà non è una conquista individuale né una condizione già data: è un processo collettivo, che nasce dalla possibilità di nominare la propria esperienza, sottrarsi ai ruoli imposti e immaginare relazioni fondate sulla reciprocità e sul riconoscimento. L’incontro esplora la liberazione come pratica quotidiana e responsabilità condivisa: trasformare il linguaggio, interrogare le consuetudini, costruire contesti in cui nessuna persona debba rinunciare alla propria libertà per essere accolta. La riflessione si traduce in proposte concrete per la scuola, attraverso un linguaggio rispettoso e nonviolento, pratiche di relazione tra pari e alleanze con la rete antiviolenza del territorio. Ciascun partecipante individua un cambiamento possibile da avviare nel proprio contesto.

Pratica: revisione condivisa di una comunicazione scolastica o di un materiale didattico e stesura di un breve progetto personale.

Metodologia del corso e accreditamento

Il corso ha una durata complessiva di 18 ore, suddiviso in 12 incontri da 90 minuti.

La formazione si svolgerà online, attraverso lezioni frontali di approfondimento e momenti di confronto e laboratoriali che coinvolgeranno tutti i partecipanti.

La parte teorica delle lezioni sarà registrata e messa a disposizione degli iscritti, nello spazio e-learning dedicato, nelle giornate successive allo svolgimento.

Sarà rilasciato attestato di partecipazione al termine della formazione.


Il corso, grazie alla convenzione stipulata in data 01/02/2016 da edizioni la meridiana con il Centro di Orientamento “Don Bosco” di Andria, ente accreditato MIM, è valida per la formazione docenti e fornisce la certificazione prevista dalla Legge 107.

Formatrici e formatori

  • Selene Zorzi insegna Teologia spirituale all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Verona e Filosofia e Storia al Liceo G. Galilei di Verona. Coach mentale, si occupa da anni di formazione nella scuola e nelle aziende. Tra le sue pubblicazioni, Dio è maschio? Chiesa, maschilità tossica e teologie di genere (la meridiana, 2026), un saggio che intreccia studi di genere, linguistica, storia delle religioni e teologia.
  • Stefano Ciccone, tra i promotori di Maschile Plurale, Associazione di uomini impegnati contro la violenza di genere e per la messa in discussione della cultura patriarcale, sociologo, svolge attività di formazione nelle scuole e in diverse realtà sociali. Tra le sue pubblicazioni: “Essere maschi, tra potere e libertà” del 2009 e “maschi in crisi? Oltre la frustrazione e il rancore” del 2019.
  • Marisa Iannucci, studiosa di scienze sociali e islamistica, attivista per i diritti umani e femminista intersezionale. Si occupa di Islam in Europa, migrazioni, trasformazioni familiari, ermeneutica coranica, studi di genere e traduzione. È ricercatrice dottorale presso l’Université Hassan II di Casablanca e ha una formazione universitaria interdisciplinare in scienze politiche, diritti umani, studi islamici e lingua araba. È autrice di monografie, traduzioni e contributi scientifici. Dirige la collana «Dialoghi Mediterranei» di Giorgio Pozzi Editore e il progetto editoriale indipendente IslamiKa. Fondatrice ed ex presidente di LIFE APS, coordina le attività di ricerca di INSAN Lab. La sua attività intreccia ricerca accademica, produzione culturale e impegno sociale, con particolare attenzione ai diritti delle donne, al pluralismo religioso, alle migrazioni e al contrasto delle discriminazioni.
  • Natascia Maesi
  • Valeria Mercandino, docente di sostegno presso un istituto professionale e dottoressa di ricerca in Scienze umane, con una ricerca sul pensiero di Carla Lonzi in rapporto con la tradizione filosofica di matrice maschile. Si interessa di femminismi, studi di genere e lesbismo, temi che attraversano anche i suoi contributi scritti e le sue attività di formazione. È responsabile della formazione di Pianeta Milk, sede veronese di Arcigay.
  • Cristina Simonelli insegna teologia antica presso Facoltà teologica dell’Italia settentrionale (Milano) e analoghi istituti a Verona. Fa parte del Coordinamento delle teologhe italiane (CTI) dalla sua fondazione e coordina un gruppo europeo di condivisione della realtà Rom (ccitsiganes.org). Fra le sue pubblicazioni “Eva, la prima donna. Storia e storie” (2021) e “Dio patrie famiglie. Le traittorie plurali dell’amore” (2016); ha curato insieme a Selene Zorzi “Storia delle teologie. L’antichità II-IX secolo” (2026)

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